Team Building

Perché alcuni team building funzionano e altri sembrano soltanto giochi aziendali

· di BME Group

Colleghi che giocano a biliardo in un’area relax aziendale
Immagine illustrativa

Ci sono attività che fanno divertire tutti durante l’evento ma che vengono dimenticate il giorno dopo.

Altre, invece, continuano a essere raccontate in ufficio.

La differenza non sta necessariamente nel budget o nella spettacolarità.

Spesso sta nel modo in cui l’esperienza è stata scelta.

Divertire non è l’unico obiettivo

Il divertimento è importante.

Ma un team building può avere anche altri obiettivi: far interagire persone che lavorano poco insieme, integrare nuovi colleghi, interrompere la routine o accompagnare una giornata aziendale.

Il format deve rispettare il gruppo

Non tutte le persone amano esporsi allo stesso modo.

Una sfida molto fisica può escludere parte del gruppo.

Un quiz troppo tecnico rischia di creare vantaggi prevedibili.

Progettare significa anche evitare che il team building diventi l’attività di pochi osservata dagli altri.

La partecipazione deve essere semplice

Le regole non dovrebbero richiedere mezz’ora di spiegazione.

Più rapidamente le persone capiscono cosa devono fare, più facilmente entrano nell’esperienza.

La competizione va dosata

Una classifica può dare energia.

Una competizione eccessiva può ottenere l’effetto opposto.

Molto dipende dalla cultura del gruppo.

Il contesto conta quanto il gioco

Fare la stessa attività alle 10 del mattino durante una giornata dedicata al team building o alle 22 dopo una cena aziendale produce due esperienze differenti.

Il programma influenza energia, attenzione e disponibilità delle persone.

Quando il team building diventa esperienza

Succede quando l’attività sembra appartenere davvero a quel gruppo.

È l’approccio che BME Group vuole utilizzare: partire dal team, dal contesto e dall’obiettivo, poi individuare il format.

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